LA REPUBBLICA DEI BAMBINI

Per informazioni o prenotazioni le scuole interessate possono scrivere a
info@teatrotrivulzio.it
oppure chiamare il numero 0292278742

Mercoledì 22 novembre 2017

SCUOLA PRIMARIA|classi terze, quarte e quinte

regia Sara BonaventuraIacopo BracaClaudio CirriDaniele Villa
scrittura Daniele Villa
con Chiara RenziDaniele Bonaiuti/Andrea Corsi
disegno luci Emiliano Curà

cartelli e grafica Marco Smacchia
manifesti Gildardo Gallo
oggetti di scena Emiliano CuràPaolo Romanini
produzione Teatro delle Briciole - Cantiere Nuovi Sguardi per un Pubblico Giovane

in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana
progetto Teatro Sotterraneo
nel 2012 La Repubblica dei bambini vince il Premio Eolo come come miglior novità 

 

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Esistono nel mondo alcune “nazioni in miniatura”. Piattaforme petrolifere abbandonate, isole o piccole porzioni di terraferma dove non vige alcuna giurisdizione o controllo politico-militare e dove alcuni soggetti, preso il controllo del territorio, hanno emanato proprie leggi, coniato una nuova moneta, strutturato proprie istituzioni e avviato rapporti con territori vicini. Qui l’esercizio di cittadinanza può ripartire da zero, porsi domande originarie sul fare società e rispondere con modalità inedite. Ne La Repubblica dei Bambini si parte dalla scena teatrale come piattaforma vuota su cui costruire una micronazione: servono delle leggi; servono dei luoghi; servono delle cose. Si è liberi di costruire come si vuole: la scena  deserta lentamente si popola e riempie, di modo che ai bambini sia dato vedere come da un vuoto si possa edificare una Polis.

«Inserendosi a pieno diritto nella tradizione del "dramma didattico", che fece la fortuna di Brecht, La Repubblica dei bambini è un'operina squisitamente e coraggiosamente politica. [...] È amaro, quasi un po' cinico il sottotesto di questa pièce, certo molto attuale, sfumata, problematica. Mette in campo domande, più che esibire risposte».
Camilla Tagliabue, Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2011

«Inizia così una girandola colorata e di grande ritmo attorno ai temi della cittadinanza, della democrazia, del potere. Come se si trovassero in un gioco di ruolo, il pubblico di bambini e adulti è invitato a interagire come “popolo” del nuovo microstato, partecipando alle elezioni e sperimentando sulla propria pelle le degenerazioni a cui può giungere la democrazia. Il risultato è un lavoro esuberante e fresco, in grado di coinvolgere non solo i bambini, perché viste sotto la lente dell’“infinitamente piccolo” le grandi leggi che governano la convivenza tra gli uomini rivelano il loro carico di convenzione, e quindi la loro estrema fragilità, che va difesa – ma anche ripensata – costantemente. Lo spettacolo vive di una bella energia, grazie all’entusiasmo che i due attori scelti per questa produzione trasferiscono allo spettacolo. C’è divertimento e pensiero ne La repubblica dei bambini, e persino una quota di temi difficili come il terrorismo – un attentato sconvolgerà, anche se per poco, la vita della micronazione».
Gragiano Graziani, www.grazianograziani.wordpress.com
 
«Molte le occasioni per ridere, alzare la mano, rispondere coralmente, un coinvolgimento attivo e colmo di sorprese, una tensione all'ascolto sempre esuberante, con la voglia di capire e intervenire dialogando in forma dinamica all'interno di uno spettacolo colmo di pensiero, denso di spunti di riflessione, fitto di questioni che coinvolgono insieme grandi e piccoli. Una meraviglia. Raro incontrare uno spettacolo per ragazzi che riesca a suscitare un'adesione così continua,intensa, ilare mentre si affrontano e si depositano problematiche di così vasto e concreto spessore». 
Valeria Ottolenghi, Il Gazzettino di Parma
 
«Semplicemente strepitosa La repubblica dei bambini [...]. Uno dei più interessanti tra i giovani gruppi italiani - senza rinunciare al proprio linguaggio, anzi per l'occasione esaltandolo ancor più - riesce nell'impresa ostica di far capire ai piccoli l'abc della politica. Scoppiettante, gremito di idee e spesso travolgente, La repubblica dei bambini avvince tutti in un gioco tanto semplice quanto profondo». 
Nicola Viesti, Il Corriere del Mezzogiorno
 
«L'altro spettacolo nobile è stato La repubblica dei bambini [...]. Lo stile di Teatro Sotterraneo che abbiamo cominciato ad amare da tempo, tutto intriso di ironia purificatrice e di interattività, dove l'icona del cellulare fa anche qui mostra di sé, induce i bambini a scegliere i confini, le regole, la forma di governo, chi li dovrà governare, le modalità di lotta da intraprendere contro chi se ne approfitta, accorgendosi loro malgrado che la democrazia, almeno quella che conosciamo, è imperfetta ma che dobbiamo metterci di impegno a sperimentare nuove occasioni di condivisione per vivere più serenamente nella la comunità in cui viviamo».
Mario Bianchi, www.eolo-ragazzi.it e youteatro
 
«Quando il teatro con la sua dimensione di realtà e finzione offre la possibilità di un contatto esperienziale, diventa un momento particolarmente significativo. Lo spettacolo La Repubblica dei bambini tesse i fili di una trama preziosa, conducendo i bambini a una consapevolezza di sé, del proprio punto di vista. I bambini sono via via coinvolti in una situazione che li “chiama dentro” sempre più nella costruzione dello stato in miniatura: dal racconto incalzante della situazione iniziale, alla provocazione sulla necessità di regole, si ritrovano protagonisti e chiamati a prendere decisioni importanti. Ma è un ruolo in cui entrano con facilità perché colgono il senso del loro esserci. Il loro reale coinvolgimento è fortemente motivato, perciò si lasciano condurre e diventano veri cittadini. Il bambino si ritrova così protagonista dello svolgersi delle vicende e si sente parte attiva di un tutto. Il mondo della scuola purtroppo rischia di travolgere i bambini con le sue richieste pressanti di obiettivi da acquisire e competenze da raggiungere, una scuola dove il bambino può perdersi di vista e smarrirsi. Il centro va riportato su di lui, sulla scoperta di sé come portatore di pensiero, di emozioni, di idee. E che qualcuno raccolga l’unicità del suo mondo e lo ascolti senza dare nulla per scontato. I bambini osservano gli adulti e a volte ci stupiscono con le loro puntualizzazioni. In questo spettacolo viene loro data la possibilità di vedere il mondo da dentro, ma anche dall’alto, dalla statura dell’adulto e di indossare panni insoliti. Ma che conferiscono il fascino della decisione… I bambini stanno al gioco perché il gioco per loro è cosa vera. E il teatro si inserisce perfettamente in questa dinamica».
Carla Mazzoni, insegnante classe III, Scuola primaria “C. Collodi”, S. Ilario d’Enza (Reggio Emilia)

con il sostegno di|

 

Orari biglietteria:
Lunedì, Mercoledì, Venerdì
dalle 17 alle 19

tel. 0292278742
biglietteria@teatrotrivulzio.it

E' possibile acquistare anche i biglietti on-line grazie al servizio

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