IO ME NE FREGO!
Una storia di bullismo

Per informazioni o prenotazioni le scuole interessate possono scrivere a
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oppure chiamare il numero 0292278742

Martedì 13 marzo 2018

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO|classi seconde e terze
SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

di Valeria Cavalli
con Nicolò Pessi, Jacopo Peta
scene e luci Claudio Intropido
consulenza scientifica Nicola Iannaccone
collaborazione al testo Claudio Intropido
musiche Gipo Gurrado
regia Valeria Cavalli e Claudio Intropido
in collaborazione con Servizio Famiglia Infanzia Età Evolutiva - ASL Milano

 

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Io me ne frego! è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro.
Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito.
L’amicizia, che all'inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma ad un certo punto Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.

Quelli di Grock, dopo aver affrontato il tema dell’anoressia e della diversità rispettivamente negli spettacoli Quasi perfetta e Senzacoda, in questa occasione si dedica ad un altro fenomeno sociale purtroppo dilagante: il bullismo. In molte scuole, in molti centri di aggregazione giovanile, spadroneggia indisturbato e spesso incoraggiato il bullo, un ragazzo o una ragazza che attraverso la violenza fisica e verbale, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, esercita il suo potere prevaricando i più deboli, umiliandoli, deridendoli e commettendo atti che ledono la dignità dell’individuo.
Le gesta dei bulli, che in questo momento riempiono le pagine dei quotidiani, per lungo tempo sono state taciute e minimizzate, quasi a sostegno di quella tesi che vuole le prepotenze, fatte e subite, come una normale tappa della crescita, una fase necessaria nel passaggio all'età adulta. Da alcuni anni sono chiari i danni che gli episodi di bullismo possono provocare sia alle vittime, colpite da patologie psicofisiche di diversa entità, sia ai bulli stessi che, in un vorticoso disimpegno morale, rischiano di trasformarsi in delinquenti comuni. Oltre ai diretti protagonisti la ricaduta negativa colpisce l’ambiente e le persone circostanti, ovvero genitori, educatori, insegnanti, compagni, che spesso non riconoscono la pericolosità del fenomeno e, anzi, con il silenzio lo legittimano.
In merito a questo argomento si parla, si scrive, si organizzano forum e dibattiti che contribuiscono a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica: Quelli di Grock, compagnia teatrale da sempre molto attenta al mondo dei più giovani, ha voluto concepire il proprio contributo utilizzando il linguaggio che le è più consono, quello teatrale. Dal palcoscenico i gesti e le parole arrivano diretti al cuore dello spettatore, coinvolgendo anche i più timidi e stimolando il desiderio di confrontarsi direttamente con il problema, di porre delle domande alla ricerca di risposte reali. In questo senso il teatro esprime pienamente la propria efficace funzione sociale, poiché porta in scena la vita vera, storie nelle quali riconoscersi, una morale concreta e non una predica.
Per affrontare questa esperienza con il giusto apporto “scientifico” è stata coinvolta la ASL di Milano e, in particolare, il dottor Nicola Iannaccone, autore del libro “Stop al bullismo”, che ha seguito l’elaborazione del testo e lo sviluppo della messa in scena, collaborando attivamente con autori ed attori. L’obiettivo è stato la realizzazione di uno spettacolo chiaro, diretto, senza facile retorica né moralismi di alcun genere, lontano da cliché televisivi o semplificazioni. Il linguaggio è sobrio, attuale, ispirato ma non condizionato dallo slang “giovanilistico”; la musica, i cui motivi sono influenzati da quella ascoltata dalle nuove generazioni, è una composizione originale, una sorta di partitura sonora elaborata sulle azioni e parole dei protagonisti.

 

con il sostegno di|

 

Orari biglietteria:
Lunedì, Mercoledì, Venerdì
dalle 17 alle 19

tel. 0292278742
biglietteria@teatrotrivulzio.it

E' possibile acquistare anche i biglietti on-line grazie al servizio

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