FARFALLE

Per informazioni e prenotazioni le scuole possono scrivere a 
info@teatrotrivulzio.it
oppure chiamare il numero   0292278742

- In occasione della settimana della memoria -
Giovedì 26 gennaio 2017 - h10.00

di e con Andrea Robbiano
elementi scenografici di Francesca Mazzarello
produzione Teatro del Rimbombo

Proposta per le Scuole Medie Inferiori e Superiori

“Ogni volta che comincio seriamente a ricordare poi arrivi tu e mi dimentico le farfalle.”

“Farfalle” racconta di un circo dagli animali strani, di un uomo che russa male, di numeri sulla pelle, di una lettera mai arrivata, di un bacio alla stazione e di come le farfalle, appunto, sono scomparse.
“Farfalle” è una lavagna su cui scrivere il nome dei buoni e quello dei cattivi.
“Farfalle” racconta di un lager e della memoria ad esso legata.
“Farfalle” è la storia di un uomo chiuso dentro la sua memoria, che intreccia, sbanda e confonde gli eventi storici e la loro collocazione nello spazio e nel tempo.
E' il racconto di un uomo a un altro uomo, nella speranza che la memoria non sia solo quella storica di cifre, date ed eventi, ma quella profonda dell'esperienza fisica ed emotiva.
Per provare a far sì che quello che è stato non accada più, qualunque sia la faccia del carnefice e qualunque sia la faccia della vittima.
Perché una volta entrati in un lager i contorni della vita si perdono nella memoria.
“Farfalle” racconta come.

Farfalle è stato scritto nell'intento di cercare una strada diversa per raccontare l'affronto più grande dell'uomo a se stesso: il campo di concentramento.
Nel corso del XX secolo (e in questo XXI purtroppo le cose non sono cambiate) in diversi ambiti, in diverse parti del mondo gruppi di uomini hanno deciso deliberatamente di recludere altri uomini e di privarli di libertà fondamentali in nome delle ideologie più diverse o in preda ai timori più reconditi e tribali.
Ovviamente tutto parte dall'esperienza dei lager nazisti e fascisti ma il fatto che siano i più conosciuti e quelli che hanno mietuto più vittime non dev'essere un'occasione per restringere il campo dell'analisi ed escludere dalla visuale il vero nocciolo della questione. Fondamentale per proseguire il cammino dell'umanità.
Lo spunto per lo spettacolo parte da un fatto realmente accaduto.
Una cartolina arrivata in ritardo di quasi 70 anni da un campo di prigionia, scritta da un padre alla moglie e ai figli per tranquillizzarli, una cartolina ritrovata per caso in un'asta di oggetti vintage dal vicino di casa dei destinatari.
Il contenuto della cartolina non è pubblico, lo spettacolo è stato scritto provando a immaginare cosa si può scrivere ad una famiglia da una località simile.
E soprattutto, visto il tempo trascorso, immaginando il percorso che la cartolina può aver fatto nel tempo e nello spazio, negli eventi che si sono susseguiti in quel periodo così lungo.
E insieme il significato che una cartolina può avere dopo 70 anni, la domanda è: cosa può restare di quelle parole dopo tutto questo tempo? Cosa può veramente giungere a destinazione e cosa invece è stato assorbito dal resto della vita trascorsa?
Diciamo che il protagonista dello spettacolo è il risultato di tutti questi elementi, un uomo che ha perso la memoria, che intreccia insieme pezzi di passato e di presente, che mischia le date e gli eserciti in gioco, che non ricorda neanche più qual'è il suo ruolo, vittima o carnefice?
Un uomo a cui, però, rimane l'essenziale, l'unico messaggio che può rimanere integro anche a distanza di secoli, l'unico segnale che non può essere corrotto dall'instabile coerenza del potere.
Una farfalla. O qualcosa di simile.

  • Demo Image
  • Demo Image
  • Demo Image
  • Demo Image
  • Demo Image

con il sostegno di